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La bandiera di Rami

Nel quartiere arabo di Gerusalemme, in un vicolo residenziale dietro all’angolo della via Crucis (di fronte all’orfanotrofio che tutti conoscono), trovate il negozio di Rami, detto anche Abu Alam.

Rami non è un semplice collezionista di antichità e di oggettistica. Rami è più un cantastorie, un archivio di racconti della città su due gambe.

Quando lo guardo vedo un artista, un attore, un comico dalle mille sfumature e dalle tante storie in una persona sola.

Rami è conosciuto come Abu Alam perché anni fa, mentre tentava di alzare la bandiera palestinese sopra la moschea AlAqsa, è stato colpito con un’arma da fuoco ad una gamba. Da allora è Abu Alam (padre della bandiera).

Dopo un saluto sfuggente, se mostrerete il minimo interesse comincerà senza preavviso a raccontarvi delle sue bizzarre collezioni, composte non solo monete e francobolli, ma da molto e molto di più… Senza chiedervi il permesso vi terrà “incollati” a lui per un bel po’, il suo fascino è assurdo, la sua voglia di farvi innamorare della Palestina, del suo passato e del suo presente, è semplicemente irresistibile. Vi preparerà il caffè su una fiamma ossidrica che usa per creare i suoi gioielli riciclati. Proprio lì, davanti a voi.

Il suo non è un semplice negozio, è un laboratorio, una bottega, un antiquario non ordinato e non ordinario. Lì dentro è impossibile trovare quello che state cercando – ammesso che stiate cercando qualcosa – senza chiedere a lui.

Rami saprà rendere Gerusalemme ancora più bella e affascinate tramite i suoi francobolli, le cartoline, le monetine, le collane, i tappeti, i gioielli. Ma soprattutto, Abu Alam vi racconterà della città, di chi l’ha amata e di chi l’ha vissuta.

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