Conosco un posto...

Andate a Gerusalemme, la città di tutti!

Mio papà negli anni Ottanta e Novanta aveva una piccola casa editrice, si occupava di libri e non solo, era il suo secondo lavoro preferito. Insieme con un suo carissimo amico, oltre a tutta un’altra serie di attività, scriveva e stampava un mensile socio educativo che veniva venduto soprattutto nelle scuole arabe di Israele. Questo impegno aveva un risvolto molto positivo: ogni mese doveva passare due notti a Gerusalemme, una vera fortuna per noi figli, che non dovevamo certo insistere per farci portare con lui. Abbiamo avuto così la possibilità di conoscere una città meravigliosa, la città di tutti!

Quando sei a Gerusalemme sei come tutti gli altri. Ti perdi tra le sue strade e la sua gente, senti di far parte di qualcosa.  Pensi solo alla sua bellezza e ti senti profondamente avvolto nel suo velo di sacralità, anche se sei ateo.

Per tutto il mondo Gerusalemme è la Spianata delle Moschee, il Santo Sepolcro, il Muro del Pianto… Per me è un fiume di persone, storie, religioni che provengono da ogni angolo del pianeta. Nei suoi vicoli si mescolano profumi, linguaggi e pezzi di vite, che compongono un mosaico ricco di spunti e suggestioni. La amo perché certi brividi non si possono descrivere, ma a Gerusalemme si vivono intensamente.

Gli arabi che abitano qui non hanno una quotidianità facile. Passano l’inferno per le restrizioni e gli abusi che il Comune mette in atto con l’intento di indurli a trasferirsi altrove. Loro sono tenaci come nessun altro e non mollano, ma hanno vite faticose, appesantite.

Questo non gli impedisce comunque di mantenere vive le loro tradizioni, rivendicando fortemente il loro diritto a restare dove sono nati. Anche il cibo è un mezzo attraverso il quale l’identità araba di Gerusalemme resiste a chi la vorrebbe spazzare via. E proprio tra le strette vie del quartiere arabo potete trovare il mio hummus del cuore.

Hummus Abu Shukri è un posto che dagli anni Quaranta rappresenta l’esistenza, la quotidianità, la cultura e le radici culinarie arabe di Gerusalemme. Il menù ha quattro piatti, tutti a base di legumi (ceci in particolare), qualche sottaceto e stuzzichini. Accompagnate il vostro pasto con un tè caldo, fate un tuffo in uno dei costumi culinari dei palestinesi da secoli, ne resterete certamente soddisfatti.

Abu Shukri lo trovate facilmente, lo conoscono proprio tutti. Il posto, che da tre generazioni appartiene alla stessa famiglia, è semplice e ordinato, il servizio veloce, accogliente e smart. Concedetevi il tradizionale brunch veloce, è salutare e molto gustoso.
Abu Shukri subisce i più assurdi tentativi di chiuderlo da parte delle autorità israeliane: andate a Gerusalemme, scegliete di mangiare qui e ditegli di resistere!

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